26th
Prospettive indecifrabili
Mi scuso se sono costretto ad aprire la parentesi “sconforto”, ma le parole con cui Bersani disegna il sapore di un’alternativa sono assolutamente incomprensibili.
Mi scuso se sono costretto ad aprire la parentesi “sconforto”, ma le parole con cui Bersani disegna il sapore di un’alternativa sono assolutamente incomprensibili.
Tanta gente per bene comincia ad assuefarsi alle parole che diventano feroci, ai codici dell’intolleranza.
I veri clandestini sono loro. Caporali contro i quali bisogna aprire una sistematica guerra nel nome della legalità. Perchè minano le nostre possibilità di convivere pacificamente, oltre che calpestano i diritti di nostri simili nel nome del profitto.
Reclutavano ed avviano al lavoro connazionali, costretti a lavorare nei campi anche fino a 14 o 15 ore al giorno, per una paga al massimo di 25 euro. Di questi 25 euro, inoltre, 3 spettavano agli stessi ‘caporali’. (…) Gli imprenditori che sfruttano il lavoro nero devono capire che corrono grossi rischi, come il sequestro dei fondi, la cessazione dell’attività.
Da oggi si comincia. E sarà un cammino partecipato per liberare le energie nascoste. Un investimento massiccio sulle energie che ancora non si vedono ma che ci sono, noi sappiamo che ci sono. Per produrre l’unico strumento in grado di rivoluzionare il mondo: la speranza.
E’ prima di tutto una speranza in prima persona, quella di essere capaci di una trasformazione che ci renda nuovi. Nuovo non è sempre bello, ma restare chiusi nella paura del futuro è la peggior sciagura che ci potesse capitare. I nuovi italiani (e non ‘italieni’) sono già tra noi e l’unica sfida che ci attende è quella di non essere proprio gli ultimi ad accorgerci di questa straordinaria iniezione di diversità che ha coinvolto il nostro paese.
La sfida adesso è dare pieno titolo alla progettualità migrante, costruire cittadinanza dove essa è già presente. Servono molte più energie per contrastare questo futuro prossimo di quelle che ci darebbero la gioia di una società condivisa.
E nemmeno la disuguaglianza. E tutti coloro che hanno costruito la loro fortuna politica (ed economica) cancellando giorno dopo giorno le ambizioni di dignità dei propri simili non possono più ingannarci. Non possiamo vivere nello stesso mondo senza condividere. Non possiamo abitare lo stesso pianeta senza esserne responsabili. Siamo parte della stessa umanità e questa evidenza ci rende uguali. Definitivamente.
Con grande piacere (e sorpresa) ho visto uno splendido tridente nella puntata di Anno Zero: Pippo Civati, Matteo Renzi e Debora Serracchiani. E spero non sia una svista ai piani alti del PD, ma una scelta strategica.

Non mi riesco a spiegare nella maniera più assoluta come si faccia a rimanere fuori gioco anche di fronte ad una spaccatura di queste colossali dimensioni nel fronte dei tuoi avversari. Si tratta dell’incapacità viscerale di avere una propria identità e di farla valere nei momenti in cui centinaia di italiani guardano basiti alla dissoluzione di uno dei punti di riferimento della scena politica. Se non avete più nulla da dire al paese, tornate a fare quello che facevate, cioè nulla. In modo che la vostra nullità possa meglio mimetizzarsi, con più dignità.
Se è possibile cambiare, agisci. Altrimenti accontentati. Parola di Paolo Fox nel mio oroscopo di oggi.
Civati sul Politico, con spunti di analisi e di prospettiva niente male.
Ci vuole più costanza nel costruire una propria proposta politica. Si è detto, ad esempio, di guardare anche al modello della Lega: io personalmente non condivido, ma se debbo indicare un pregio di quella realtà politica, è la costanza, che alle volte sfocia nella fissità. Ecco, come Partito Democratico dobbiamo trovare poche parole chiave su argomenti importanti, sulla questione immigrazione e sulla questione lavoro, ad esempio; parole chiave, sottolineo, non slogan.
Oltre è l’occasione di proporre. Anzi di progettare, perchè un desiderio non basta, ma è necessario incrociarlo con la realtà e con le sue dimensioni problematiche.
L’immigrazione, per esempio. Servono proposte che abbiano la spinta dell’umanità (che ha fatto grande il nostro popolo) e la praticità della vita vissuta. Proposte che vogliono stimolare la partecipazione e la responsabilità, di tutti (noi per primi).
1) Diritto di voto alle amministrative per i residenti (italiani o stranieri che siano)
2) Cittadinanza per chi nasce in Italia
3) Progressivo spostamento del rilascio e gestione dei Permessi di soggiorno dalla Polizia ai Comuni (così magari liberiamo un po’ di energie per contrastare la criminalità)
4) Guerra al lavoro nero, alla concorrenza sleale, allo sfruttamento: questi sì che sono fenomeni ‘clandestini’ da sfidare a viso aperto.
Parte l’esperimento più interessante dell’anno, dal punto di vista dell’informazione. Coraggioso e visionario. Un prima chicca l’intervento di Floris. Da non perdere l’editoriale del direttore, al quale faccio un grande in bocca al lupo, che se lo merita (come i pochi che hanno il coraggio di rischiare e di innovare).
A questo punto gli scenari possibili sono: